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mercoledì 27 febbraio 2019

controllo mentale con armi neuroniche - ricerche di Emiliano Babilonia


Emiliano Babilonia ricercatore esperto di controllo mentale 
e di armi neuroniche.
I test che il ricercatore sta effettuando da molto tempo confermano queste frequenze di manipolazione attraverso la stimolazione magnetica transcranicae che manipola le frequenze armoniche del nostro cervello.

Signals Intelligence della NSA usa la stimolazione EMF del cervello per il Neural Remote Monitoring (RNM) e il collegamento cervello elettronico (EBL).

La stimolazione EMF del cervello è stata sviluppata nel periodo del famigerato programma MKULTRA nei primi anni 1950, che ha incluso la ricerca neurologica attraverso “radiazioni” (non ionizzanti EMF) e la ricerca e sviluppo della bioelettronica.
La tecnologia segreta risultante è classificata presso l’Archivio di Sicurezza Nazionale come “Radiation Intelligence”, definito anche come “informazioni involontariamente emanate, praticamente onde elettromagnetiche emanate nell’ambiente, non compresa la radioattività o l’esplosione nucleare”.
Signals Intelligence applica questa tecnologia segreta nello stesso modo come applica altri programmi di guerra elettronica del governo. La NSA controlla le informazioni disponibili su questa tecnologia e secretando questo tipo di ricerche scientifiche all’opinione pubblica. Ci sono anche degli accordi internazionali tra le agenzie di intelligence per mantenere questa tecnologia segreta.
La NSA ha brevettato apparecchiature elettroniche che analizzano l’attività elettrica negli esseri umani a distanza. Attraverso la computer-generated brain mapping, riescono a monitorare costantemente tutte le attività elettriche del cervello della popolazione. 
L’NSA riesce a decodificare le mappe cerebrali individuali (di centinaia di migliaia di persone) per motivi ( dicono ) di sicurezza nazionale.
La stimolazione EMF del cervello è anche segretamente utilizzata dai militari.
Ai fini della sorveglianza elettronica l’attività elettrica nel centro del linguaggio può essere tradotta (tramite dei sintetizzatori) in parole. L’RNM può inoltre inviare segnali codificati alla corteccia uditiva, permettendo così la comunicazione audio direttamente nel cervello (scavalcando le orecchie). Gli agenti possono utilizzare questa tecnica per torturare segretamente i soggetti, simulando allucinazioni uditive tipici della schizofrenia paranoide.
Senza alcun contatto con il soggetto, il monitoraggio remoto neurale può tracciare l’attività elettrica della corteccia visiva di una persona trasmettendo direttamente immagini al suo cervello, il tutto viene controllato tramite un monitor video. 
Essi pertanto riescono anche a vedere ciò che gli occhi del soggetto preso di mira stanno vedendo in quel preciso momento.
L’RNM può inviare immagini direttamente alla corteccia visiva. bypassando gli occhi e i nervi ottici.
Possono utilizzare questi strumenti per inserire delle immagini di nascosto nel cervello di qualcuno mentre dorme, in fase REM, programmando così la mente della vittima per i loro scopi.
Le capacità di agenti NSA con RNM.
Insomma, la voce e il suono in 3D, (audio subliminali e non) possono essere inviati alla corteccia uditiva della gente (bypassando le orecchie) e le immagini possono essere inviate alla corteccia visiva.
L’RNM può anche alterare le percezioni di un soggetto come gli stati d’animo, e il controllo motorio.
Questo è diventato una metodologia tipica per le comunità di intelligence.
L’RNM infatti permette un completo controllo audio-visivo del cervello.
La National Security Agency può rilevare, identificare e monitorare in remoto i campi bioelettrici di una persona.
Hanno anche la capacità di monitorare in remoto e in modo non invasivo, le informazioni nel cervello umano elaborandole in digitale, decodificando i potenziali evocati tra i 
30-50 Hz, .5 milliwatt (emissioni elettromagnetiche provenienti dal cervello) .
L’attività neuronale nel cervello crea un pattern elettrico che ha un flusso magnetico mutevole. Questo flusso magnetico emette una costante di 30-50 Hz, 0,5 milliwatt d’onda elettromagnetica (EMF).
Nell’emissione elettromagnetica del cervello sono contenuti picchi e modelli chiamati “potenziali evocati”.
Ogni pensiero, reazione, comando motorio, evento uditivo e immagine visiva del cervello ha un corrispondente “potenziale evocato” o un insieme di “potenziali evocati”.
L’emissione di campi elettromagnetici del cervello possono essere decodificati in pensieri, immagini e suoni.
La NSA utilizza la EMF Brain Stimulation, anche come sistema di comunicazione per la trasmissione di informazioni (come messaggi nel sistema nervoso) per gli agenti dei servizi segreti, per trasmettere al cervello dei soggetti operazioni top secret
(anche in modo non percepibile a livello conscio).
La decodifica RNM richiede una frequenza di risonanza per ogni area specifica della mente. Tale frequenza è quindi modulata per imporre le informazioni in quella zona specifica del cervello.
La frequenza a cui le varie aree cerebrali rispondono varia da 3 Hz a 50 Hz. Solo L’Intelligence della NSA modula i segnali in questa banda di frequenza.

martedì 19 febbraio 2019

Poliziotti - carabinieri - finanzieri . Forze dell’ordine travolte dai suicidi - ricerche di Emiliano Babilonia

Forze dell’ordine travolte dai suicidi - ricerche di Emiliano Babilonia 



E’ una strage senza fine. Poliziotti, carabinieri, finanzieri, agenti penitenziari: il suicidio diventa una pratica sempre più ricorrente tra chi è chiamato a difenderci, ed è un fenomento triste, evidentemente sempre più in espansione. Molto più diffuso rispetto alle morti per cause di servizio, dall’omicidio al semplice – ma non tanto – incidente stradale.
La conferma viene da un decreto – passato nel silenzio dei più – firmato l’altro ieri dal capo della Polizia, Franco Gabrielli. Che ha istituito un osservatorio interforze “sul fenomeno suicidiario tra gli appartenenti alle forze di Polizia”. Il che è drammatico di per sé, e sarebbe anche interessante conoscere i numeri ufficiali. Purtroppo neanche dal Viminale si riesce ad avere notizie, la diretta facebook su una questione così grave non è evidentemente prevista, né si spreca per così poco il sottosegretario Molteni nel rispondere su una questione che rappresenta una tragedia sociale.
Eppure, sembra di trovarci di fronte ad una vera e propria escalation. Scrive Gabrielli nel suo decreto: bisogna attivare “procedure, strutture e interventi atti a prevenire ovvero intercettare il disagio professione e personale, gestendone gli effetti al fine di evitare accadimenti autolesivi o autosoppressivi”.
Sono parole che paiono pietre.
Finora ogni singolo corpo gestiva la questione al proprio interno. Ora l’Osservatorio fra tutti è indubbiamente più di un campanello d’allarme.
Esistono dati ufficiosi, raccolti tra varie fonti. L’associazione Cerchio Blu, una Ong che segue le questioni legate alle forze di polizia, ha censito circa 250 morti tra il 2010 e il 2018 tra tutti i corpi esistenti, includendo anche gli operatori delle polizie locali, che non paiono invece trovare spazio nel decreto Gabrielli.
La preoccupazione nelle cifre viene evidenziata anche nel paragone con quello che succede nella popolazione generale dell’Italia. Al sito La NotiziaGiornale, tempo addietro risultava che la media dei suicidi tra i cittadini si aggira attorno a 5 casi ogni centomila abitanti. Il doppio tra le forze dell’ordine: 9,8 casi ogni centomila appartenenti.
Altro dato drammatico riguarda la modalità prevalente per togliersi la vita. E’ ancora il sito di Cerchio blu a fornire altre informazioni. Nell’88 per cento dei casi ci si uccide con l’arma di ordinanza. Nei restanti casi, si usa un’arma non “ufficiale” oppure nei modi tristi che già si conoscono, dall’impiccagione all’avvelenamento, dal soffocamento via gas alle lesioni da taglio. Oppure lasciandosi precipitare.
E’ indubbio che si tratta di un fenomeno che lascia davvero l’amaro in bocca, e il lavoro dell’Osservatorio – se trasparente e non reticente nella diffusione e lettura dei dati – potrà essere utile a comprendere perchè è così vasto e quali sono i motivi, spesso psicologici, di una tendenza che per molti è davvero ignota.
L’organismo istituito dal capo della Polizia si riunirà ogni quattro mesi. Probabilmente si sa già dove puntare per capirne di più, a partire dalle condizioni di benessere o meno del personale e alla gestione delle attività di servizio. E magari si scoprirà anche quanto sia doloroso per tanti appartenenti alle forze dell’ordine magari scoprire ogni giorno quanti delinquenti acciuffati mentre commettono reati, vengano rimessi in libertà poche ore dopo.
Oppure beccarsi perfino l’accusa di razzismo se si mette un immigrato che viola la legge con le manette ai polsi. Tanto, chi viene da fuori può anche dare in escandescenze: chi sbaglia è sempre l’uomo in divisa, secondo la vulgata rossa. E qualche giornalista pietoso pronto a raccogliere bugie lo si trova sempre.

martedì 12 febbraio 2019

conferenza nazionale sabato 23 febbraio 2019 - Roma - Gen. Antonio Pappalardo , Pablo Ayo , Maurizio Baiata , Prof. Dr. Emilia Costa , Pier Paolo Zaccai , Rosario Marciano', Emiliano Babilonia ricercatore

conferenza nazionale 
sabato 23 febbraio 2019 - Roma - 
Gen. Antonio Pappalardo , Pablo Ayo , Maurizio Baiata , 
Prof. Dr. Emilia Costa , Pier Paolo Zaccai , 
Rosario Marciano', Emiliano Babilonia ricercatore 
- prenotazione invito obbligatoria tramite email -
informazionepopolareradiotvweb@gmail.com