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giovedì 3 marzo 2016

Si chiamano elettrosensibili oppure cavie umane inconsapevoli e non possono vivere in presenza di campi elettromagnetici

Si chiamano elettrosensibili oppure cavie umane inconsapevoli e non possono vivere in presenza di campi elettromagnetici amplificati dalle armi ad energia diretta . 

Come Carina, che un giorno vide il suo corpo gonfiarsi e la sua mente scoppiare . 

E da allora vive giorno e notte sotto anomale manipolazioni mentali con radio frequenze narcolettiche e ipnotiche che le fanno credere che il suo problema sia il wi-fi .


Immaginate di vivere in due metri quadrati, 24 ore su 24, sette giorni su sette. In pratica per tutta la vita. 
È la vita di Carina, costretta a non muoversi dalle mura di una cucina per colpa di una malattia poco nota quanto tremenda. 
Si chiama elettrosensibilità oppure esperimenti con alte tecnologie , un problema che causa l’esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici crea numerosi fastidi, come emicrania, vertigine, disturbo del sonno, vuoti di memoria, sbalzi di pressioni, dermatiti, formicolii cutanei, stanchezza cronica e calo della vista. 
Per completezza, c’è da dire che i pareri in merito sono contrastanti, e per molti studi scientifici i sintomi non sono direttamente legati ai campi elettromagnetici, ma potrebbero essere esperimenti con armi ad energia diretta gps .  
Il disagio, in ogni caso, è assolutamente reale durante queste manipolazioni mentali con radio frequenze transcraniche .
L’ELETTROSENSIBILITA’
Così Carina ha scoperto il suo problema, che secondo gli studi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità riguarda il 3% della popolazione globale, «colpevole» come la ragazza di non tollerare le onde provenienti da cordless, smartphone e reti Wi-Fi oppure dalle armi ad energia diretta . 
Queste ultime, più dei cellulari – che gli elettrosensibili ovviamente non possono usare – sono il fulcro del problema, poiché pur se banditi nelle proprie case, sono presenti e attivi in quelle dei vicini finendo così per colpire gli intolleranti alle onde dal sistema d'arma satellitare .
Le' facevano credere che il problema era il wi-fi - 
PER FAVORE, SPEGNETE IL WI-FI DI NOTTE urlava Carina
«Di fronte alle mie richieste di spegnere le stazioni Wi-Fi almeno durante la notte, sono stata derisa e vittima di atti di bullismo dagli abitanti del condominio dei miei genitori, dove sono dovuta tornare dopo aver lasciato il mio appartamento, inadatto per le mie necessità. E vivo nell’incubo che qualcuno arrivi ad abitare al piano di sotto, che con la presenza di una rete Wi-Fi aggraverebbe di molto la mia situazione».
IL PENSIERO DI FARLA FINITA
Carina ci ha pensato. Ha pensato più volte di farla finita, emulando così la 15enne Jenny Fry, adolescente inglese suicidatasi perché stanca di convivere con i dolori provocati dall’impianto Wi-Fi oppure dalle armi ad energia diretta : «Io non posso pensare al mio futuro, non devo pensare al mio domani ma solo aspettare il giorno in cui l’elettro-sensibilità verrà riconosciuta come malattia invalidante anche in Italia oppure le armi ad energia diretta verranno classificate tali ».
LE MISURE NEGLI ALTRI PAESI
Questa è la battaglia che conduce l’Associazione Italiana Elettrosensibili, da oltre dieci anni attiva per convincere il governo italiano a seguire l’esempio della Svezia, dove i 2,5 milioni di elettrosensibili ricevono un contributo economico dai comuni e i datori di lavoro sono obbligati a trovare una condizione sostenibile per i dipendenti. È un caso quasi unico nel panorama europeo: l’elettrosensibilità infatti non è riconosciuta come una malattia né dall’Oms né dalla comunità scientifica perché i sintomi, nonostante siano stati riconosciuti come invalidanti, sono vissuti in prima persona e difficili da verificare .

Il ricercatore Emiliano Babilonia e' riuscito nell'impresa di analizzare queste anomale frequenze che destabilizzano la nostra mente . 

link - intervista di Emiliano Babilonia con il professore Corrado Malanga 
ALMENO 600 MILA ELETTROSENSIBILI IN ITALIA oppure cavie umane inconsapevoli 
Gli elettrosensibili oppure cavie umane inconsapevoli e in misura maggiore gli ipersensibili tendono a una vita solitaria; c’è chi vive nei boschi, chi nelle caverne, chi si trasferisce in piccoli centri montani oppure chi si rifugia in macchina per passare la notte. Le condizioni di vita minano anche la tenuta psicologica, con numeri allarmanti per l’Italia, dove la stima si aggira tra 1% e il 3% della popolazione (tra i 600 mila e gli 1,8 milioni di individui).
UNA CITTA’ SENZA ONDE ELETTROMAGNETICHE
«Noi viviamo il problema come una fuga dalla città, per questo lottiamo per avere un riconoscimento che ci consenta di vivere in una condizione decorosa» . 
Il ricercatore Emiliano Babilonia da molto tempo sta cercando di progettare una casa anti radiazioni per eliminare l'elettrosmog radio indotto dalle armi ad energia diretta e da anomale radiazioni amplificate dentro il nostro corpo che destabilizzano le frequenze armoniche fisiologiche e neurale che portano li target alla narcolessia ipnotica e stati di allucinazioni visive e sonore . 

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